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Quaderni A5 per calligrafia e disegno di precisione mixed media

Quaderni A5 per calligrafia e disegno di precisione mixed media

Prezzo di listino €66,00 EUR
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Una collezione di 9 quaderni per la calligrafia, disegno tecnico e illustrazione di precisione, ciascuno con un richiamo in copertina che rimanda all'affascinante mondo degli inchiostri (specifiche alla voce "Rivestimento" qui sotto).

Le pagine bianche sono un'accogliente superficie liscia su cui pennini, fineliner o marker possono lavorare senza interferenze, lasciando a chi scrive la libertà di tracciare baseline e proporzioni a mano in matita ben cancellabile e decorare i layout con tecniche più umide come gli acquerelli. In fondo al quaderno, c'è una piccola sezione di pagine brune, dove i colori chiari trovano un fondo su cui risaltare e che può essere adoperata come spazio descrittivo e riassuntivo dell'insieme dei lavori (dettagli tecnici nella sezione "Carta ecologica").

ll dorso nudo con fili annodati a vista è stato cucito a mano, punto dopo punto, con la stessa tecnica con cui, a partire dal IV secolo, i monaci copti in Egitto assemblarono i primi codex: uno strumento nato per contenere la bella scrittura e che porta il segno della pazienza manuale. L'apertura piana flat lay e il dorso ridotto aiutano a raggiungere comodità e precisione durante il lavoro. 

Questi quaderni sono ottimi per chi lavora di pennino per calligrafia, illustrazione botanica, disegno tecnico e architettonico, l'inking (la fase di ripasso a inchiostro tipica del fumetto e dell'illustrazione), o per tecniche a tratteggio come il crosshatching. La carta mixed media è una buona scelta anche per chi passa dalla scrittura al disegno, o combina le due cose sulla stessa pagina.

Dimensione

Formato A5 (21,5 x 15 x 1,8 cm), 40 pagine bianche da 250 g/m2 + 16 pagine kraft da 120 g/m2, elastico di chiusura, 300 grammi di peso (vuoto)

Rilegatura a mano

La rilegatura copta, con la sua eleganza semplice, cattura l’attenzione da lontano grazie alla cucitura a mano sul dorso nudo. I fili annodati a vista hanno un fascino da scriptorium che affonda le radici negli archivi dei monaci copisti e profuma di collezione di testi preziosi: i codex (codici) copti del IV secolo - conservati ancora oggi in monasteri e biblioteche medievali - furono infatti i primi manoscritti rilegati in forma di libro, sostituendo il rotolo.

Dal punto di vista pratico, la rilegatura copta permette al quaderno di aprirsi completamente in piano, a libro aperto (flat lay) e statico, senza che il dorso opponga resistenza — un vantaggio non scontato per chi scrive lungo tutta la doppia pagina. Lo spessore contenuto del dorso (1,8 cm) evita inoltre quello scalino scomodo che nei quaderni più spessi costringe il polso a sollevarsi per scrivere vicino alla piega: qui la mano resta più vicina al piano del tavolo, con meno tensione nel gesto.

Carta ecologica

40 pagine in cartoncino Paint'On Lisse di Clairefontaine da 250 g/m². La superficie è liscia e satinata, senza granulosità che possa rovinare pennini, punte di marker o brush pen; il colore è bianco extra, una base capace di far risaltare ogni minimo dettaglio cromatico. La composizione è in pura cellulosa al 100%, senza acidi, certificata PEFC per una gestione forestale responsabile — caratteristiche che favoriscono sia la conservazione nel tempo del lavoro sia la sua archiviazione.

È la variante a grana più fitta e liscia di tutta la gamma Paint'On, pensata per il disegno tecnico e l'illustrazione di precisione: linee nitide e campiture omogenee, senza che il colore si disperda nella fibra. La superficie liscissima non fa feathering (l'inchiostro non si allarga nelle fibre) e non trapassa, quindi anche le hairline più sottili restano nitide e si può scrivere su entrambi i lati del foglio. Il "dente" della carta — né troppo liscio da far scivolare il pennino senza controllo, né troppo ruvido da incastrarlo nelle risalite — permette di gestire con precisione l'alternanza tra tratto pieno e tratto sottile che è alla base della scrittura a pennino.

La carta accoglie diversi tipi di inchiostro: l'inchiostro di china, gli inchiostri specifici per calligrafia a base di gomma arabica (pensati per il pennino, sia a punta larga sia fine), gli inchiostri classici da stilografica, oltre a gouache e acrilico diluito per chi aggiunge un fondo colorato o un'iniziale decorata. Oltre al pennino (dritto o obliquo), si presta bene anche al pennello e al tiralinee, lo strumento classico del disegno tecnico per tracciare linee rette di spessore costante — e alla glass pen.

Queste prime 40 pagine sono completamente bianche, senza righe guida stampate: la carta accoglie bene la matita per tracciare baseline, x-height e angolo di inclinazione a mano libera, che poi si cancellano senza lasciare traccia.

In fondo al quaderno, 16 fogli in carta kraft vergata da 120 g/m² sempre dell'antica cartiera francese, color avana — vergata sui due lati, liscio e ruvido, entrambi adatti a scrittura e schizzi. Sul fondo bruno delle lunghe fibre naturali non sbiancate, gli inchiostri più chiari risaltano in negativo.

Queste pagine si prestano bene anche a una pratica antica: il colophon, la nota che gli amanuensi lasciavano in fondo ai manoscritti — nome, data, luogo, e spesso un pensiero personale sul lavoro appena concluso. Qui può diventare lo spazio dove raccogliere un commento finale su una serie di esercizi o composizioni, quasi una firma a chiusura della propria pratica.

Rivestimento

Le copertine rigide sono foderate da tessuti:

1. Macchie d'inchiostro: una griglia di tessere, ciascuna segnata da una macchia diversa — blu, nero, marrone, grigio — come la tavolozza di prova che si tiene accanto quando si apre una boccetta nuova, prima di fidarsi ad applicare il colore su una pagina di quaderno. È la rappresentazione del gesto calligrafo d'intingere il pennino, lasciare cadere una goccia, controllare come si asciuga e quanto si scurisce, prima di scrivere la prima lettera. Elastico nero, occhielli grigi e filo marrone completano la palette, richiamando i toni delle macchie stesse.

2. Cabinet de curiosités: conchiglie e ricci di mare stampati su fondo verde petrolio, nei toni del turchese, del crema e del bronzo dorato, con lo stile delle tavole naturalistiche ottocentesche — lo stesso genere di illustrazione scientifica che nei libri antichi era quasi sempre accompagnato da didascalie a mano, spesso in corsivo inglese. L'elastico è nero, gli occhielli argentati e il filo bronzo dorato. Una fantasia adatta a chi colleziona dettagli — conchiglie, lettere, osservazioni — e li mette in fila con la stessa cura di una naturalista d'altri tempi.

3. Velature variopinte: cerchi e forme che si sovrappongono lasciando intravedere il colore sottostante, come nella velatura — la tecnica pittorica di stendere strati di colore trasparente uno sopra l'altro, lasciando che si mescolino otticamente invece che sulla tavolozza. Rosso, blu, verde acqua, viola e lime si intrecciano senza mai coprirsi del tutto. Elastico lilla, occhielli rosa e filo rosso completano la palette, pescando tre dei colori più decisi della stampa.

4. Spruzzi d'inchiostro: piccoli trattini e macchioline che punteggiano un fondo verde smeraldo, come l'effetto che si ottiene con la cola pen o il tiralinee — due strumenti di calligrafia informale che, invece di controllare ogni goccia, lasciano che l'inchiostro schizzi e cada dove vuole. L'ink splatter un metodo artistico utile a dare movimento, texture o un tocco espressivo a disegni e calligrafie più libere e sperimentali. Elastico viola, occhielli blu e filo golden brown si aggiungono al disordine controllato della stampa, risaltando in copertina proprio come farebbe uno spruzzo.

5. Ornato fitomorfo: foglie tonde, dipinte a macchia più che disegnate a contorno, su un fondo tortora chiaro — lo stesso vocabolario decorativo che, da secoli, accompagna la lettera miniata: capolettera intrecciati a tralci, rami e foglie stilizzate ai margini della pagina, dove il confine tra scrittura e decorazione vegetale si fa sottile. Elastico e filo, entrambi verdi, e occhielli grigi restano nella stessa famiglia cromatica della stampa.

6. Flotta d'inchiostri: triangoli ocra, marroni, fucsia e lilla che si ripetono come vele su un fondo dorato — un piccolo convoglio che richiama le rotte commerciali marittime per cui l'inchiostro di china, quello che ogni calligrafa usa ancora oggi, arrivava in Europa nel Seicento attraverso l'Oceano Indiano, portandosi dietro il nome sbagliato di "India ink" che gli è rimasto attaccato da allora. Elastico e occhielli neri e filo ocra completano la palette, richiamando i toni più caldi e più scuri di questo tessuto indiano.

7. Giardino di Kalamkari: un motivo floreale fitto, in arancio, bordeaux e oro su fondo blu notte, nello stile del Kalamkari — l'antica tecnica indiana di stampa a blocchi di legno intagliati a mano, tramandata da generazioni di artigiani. Elastico giallo-arancio, occhielli grigi e filo vinaccia riprendono i toni più della stampa, in contrasto con il fondo scuro.

8. Punto zero: cerchi pieni dentro cerchi, ripetuti in una griglia fitta di blu navy e crema. Il punto pieno, il "bullet" da cui prende il nome l'omonimo metodo di organizzazione ideato da Ryder Carroll,è il segno da cui tutto comincia su una pagina — quello che precede la parola, la lista, il pensiero. Elastico e filo, entrambi grigi, e gli occhielli blu restano nella stessa palette neutra e fredda della stampa.

9. Giallo zafferano: crochi dai petali gialli, come tinti da pistilli di zafferano, su un fondo turchese. L'oro rosso è stato per secoli tra i pigmenti più usati nei manoscritti miniati — mescolato con l'indaco dava un verde pallido, usato da solo accompagnava spesso l'oro nelle pagine più preziose. Elastico e filo, entrambi gialli, e occhielli verde pallido.

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